Puoi recedere dal contratto di fornitura entro 14 giorni dalla firma, oppure entro 30 giorni se l’hai firmato durante una visita a casa che non avevi chiesto. Senza penali e senza dover spiegare il motivo.
Conferma immediata. Ricevi per e-mail il protocollo e la copia di quello che hai inviato.
Cosa ti serve. Il codice fiscale e il POD (luce) o il PDR (gas), che trovi nel contratto e in bolletta.
Da sapere
Entro quando
Se sei un consumatore puoi ripensarci, senza penali e senza dire perché:
entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, se l’hai firmato online o al telefono;
entro 30 giorni, se l’hai firmato durante una visita a casa tua che non avevi chiesto, o durante un’escursione organizzata per vendere.
Il termine decorre dalla conclusione del contratto, come indicato nella documentazione contrattuale. Se hai dubbi sulle date, invia comunque la richiesta: la verifichiamo noi.
Cosa succede alla fornitura
Se il cambio di fornitore non è ancora avvenuto, la pratica viene fermata e resti con il fornitore che avevi. Se invece è già avvenuto, il contratto si scioglie ma la fornitura non si interrompe: per non finire nei servizi di ultima istanza, che possono costare di più, conviene scegliere subito un altro venditore. Se avevi chiesto di attivare la fornitura prima della fine del periodo di ripensamento, paghi solo l’energia consumata fino al recesso.
Come si fa
Il modo più rapido è il modulo di questa pagina: ricevi subito una conferma per e-mail con il protocollo e la copia di quello che hai inviato. In alternativa puoi inviare il modulo di ripensamento allegato al contratto, oppure una dichiarazione esplicita, per PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno, ai recapiti del venditore indicati nel contratto. Fa fede la data di invio.