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PUN e PSV: da dove arriva il prezzo che paghi

Aggiornata il · 6 min di lettura

In breve

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è l’indice del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia: si forma ogni giorno nel Mercato del Giorno Prima gestito dal GME, ora per ora, incrociando domanda e offerta. Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è il punto in cui si scambia il gas all’ingrosso in Italia, e la sua quotazione è l’indice usato per il gas. In un’offerta indicizzata paghi l’energia a uno di questi indici più uno spread fisso dichiarato nel contratto: l’indice si muove col mercato, lo spread no.

Il PUN, in due frasi

Ogni giorno i produttori dicono a che prezzo sono disposti a vendere energia per il giorno dopo, e chi la compra dice quanto è disposto a pagare. L’incrocio avviene in un’asta sul Mercato del Giorno Prima (MGP), gestito dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), e produce un prezzo per ciascuna delle 24 ore. Il PUN è il riferimento nazionale che ne deriva.

È un prezzo all’ingrosso: è quello che paga chi compra energia per rivenderla, non quello che paghi tu in bolletta. Fra i due c’è tutto il resto — trasporto, oneri, imposte — che vale, sommato, una fetta consistente dell’importo finale.

Il PSV, per il gas

Il Punto di Scambio Virtuale è un punto contabile della rete gas italiana, gestito da Snam Rete Gas: non è un luogo fisico, è il posto «virtuale» dove gli operatori si scambiano il gas già immesso in rete. La quotazione che se ne ricava è l’indice del gas italiano, l’equivalente del PUN per l’elettricità.

Sentirai nominare spesso anche il TTF, l’hub olandese che fa da riferimento europeo. È un mercato diverso: i due indici si muovono insieme, ma un contratto indicizzato al TTF e uno indicizzato al PSV non sono la stessa cosa. Guarda sempre quale dei due è scritto nelle condizioni economiche.

Come l’indice arriva in bolletta

  1. Si prende l’indice del meseDi norma la media mensile dell’indice di riferimento (PUN per la luce, PSV per il gas) del mese in cui hai consumato.
  2. Si aggiunge lo spreadUn valore fisso in €/kWh o €/Smc, scritto nel contratto: è il margine del fornitore, e in un’offerta trasparente non cambia mese per mese.
  3. Si moltiplica per i tuoi consumiIl risultato è la quota consumi della spesa per la materia energia, quella che vedi nello scontrino dell’energia.
  4. Si sommano le voci regolateTrasporto, gestione del contatore, oneri di sistema e imposte: identiche per tutti i fornitori, a parità di zona e di consumo.

Perché la bolletta cambia anche se consumi uguale

In un’offerta indicizzata l’indice cambia ogni mese, e con esso la quota consumi. Le stagioni fanno il resto: il gas costa di più quando ne serve di più, e il PUN risente sia della domanda sia del prezzo del gas, che in Italia contribuisce a formare il prezzo elettrico. Un aumento in bolletta a parità di consumi non è quasi mai un errore: è l’indice che si è mosso.

Il modo per verificarlo è a portata di mano: gli indici sono pubblici. Puoi confrontare il valore usato in bolletta con quello pubblicato dal GME per lo stesso mese e vedere se corrisponde.

Cosa guardare in un’offerta indicizzata

  • Quale indice esattamente: PUN, PUN Index GME, PSV, TTF. Nomi simili, mercati diversi.
  • Quanto vale lo spread e se è fisso per tutta la durata o solo per i primi mesi.
  • Se ci sono quote fisse in aggiunta (al mese o all’anno) e quanto pesano sul tuo consumo reale.
  • Il codice offerta, che permette di ritrovare la stessa offerta sul Portale Offerte di ARERA e confrontarla con le altre.

Domande frequenti

Chi calcola il PUN?

Il GME, Gestore dei Mercati Energetici, sulla base dell’asta del Mercato del Giorno Prima che si tiene ogni giorno per le 24 ore del giorno successivo.

Ogni quanto cambia il PUN?

Si forma ogni ora, ma nei contratti retail si usa quasi sempre la media del mese di consumo: in bolletta l’effetto è mensile.

PSV e TTF sono la stessa cosa?

No. Il PSV è l’hub del gas italiano, il TTF è quello olandese usato come riferimento europeo. Si muovono insieme ma sono due indici distinti: conta quale è scritto nel contratto.

Il PUN è il prezzo che pago in bolletta?

No, è il prezzo all’ingrosso. In bolletta si aggiungono lo spread del fornitore, il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte.

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Le informazioni regolatorie citate fanno riferimento alla normativa italiana e ai provvedimenti dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). Le condizioni economiche delle nostre offerte sono quelle pubblicate sul Portale Offerte con il relativo codice offerta.